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  • Immagine del redattore: Diego capassworld
    Diego capassworld


Il seguente è un estratto della mia tesina per l'esame del corso di Storia dell'arte e del design grafico presso l'università IUSVE di Mestre. L'analisi consiste nella comparazione e analisi di due opere d'arte, ed ho pensato di portare una mia fotografia dallo shooting con Silvia Marcolin.


"Il titolo è fondamentale per dare un senso alla rappresentazione visiva. Andromeda, figlia di Cassiopea, sovrana di Etiopia. Nella mitologia greca ella venne sacrificata per colpa della madre, a causa del suo comportamento avversivo nei confronti del gruppo di ninfe chiamate Nereidi. La vanità di Cassiopea e il suo continuo ritenersi più bella delle altre venne punito da Poseidone, devastando la civiltà e le coste possedute dallo sposo Cefeo. Per quietare tali devastazioni dovettero sacrificare la loro figlia vergine Andromeda, la quale dovendo espiare le colpe della madre, venne incatenata al ridosso di una costa rocciosa mentre lei la guardava dalla riva. La modella raffigurata non è la rappresentazione stessa della figlia Andromeda, ma è interpretante del conflitto tra l’orgoglio vanitoso di bellezza e la devastazione degli averi e possedimenti dei genitori e di quel che più prezioso possiedono, la loro figlia. Simbolo da mantenere a mente in questo scatto è la ricerca della miglior rappresentazione estetica di sé, lavorando sulle trasformazioni e aggiunte di elementi come la pittura sul corpo, simbolo del connotato negativo che si porta dietro la vanità. La prima riproduzione della fotografia non aveva un significato specifico di rappresentazione o riproduzione di uno stile già usato in precedenza da artisti. L’esecuzione è del tutto sperimentale e misteriosa, non era necessario definire e segnare un cammino prestabilito, ponendo limiti alla creatività. In questa situazione entra in gioco la libertà dell’ espressività e nell’utilizzo degli elementi tecnici quali l’illuminazione, pose o trucchi. L’ aggiunta della pittura è stata fatta in modo casuale, non era inizialmente prestabilito. In seguito a varie sperimentazioni si è ottenuto un risultato inaspettato, non studiato. Dunque perché utilizzare una mia fotografia per rappresentare invece il lato estetico di quest’arte? L’estetica è definita come studio filosofico della bellezza e del gusto. Questo è importante per noi fotografi in quanto vogliamo che le nostre immagini siano considerate visivamente attraenti. Ma soprattutto viste in un mondo saturo di milioni di immagini pubblicate ogni giorno sui vari social network. Possiamo dire che l’estetica di una foto riassume il modo in cui le tali appaiono in relazione al colore, alla luce, al tono, all’intensità, alla chiarezza, al soggetto. O anche al come la foto viene percepita dagli utenti che la osservano. Sottilineo perciò che il concetto di estetica negli ultimi tempi lo sento come elemento ritenuto più incisivo che il messaggio trasmesso al pubblico che guarda l’opera"




BEARD & LENS

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